Esploriamo il pesce spada con le mani. Metti il foglio in orizzontale con la scritta in nero e in braille in fondo a sinistra e con l’angolino tagliato in alto a destra.
Questa figura in rilievo rappresenta un pesce spada visto di lato.
Inizia dal lato sinistro del foglio. Sentirai una parte appuntita e lunga: è la spada, lunga un terzo del corpo. Seguila con le dita fino alla punta. È dura e piatta, come una lama. Serve al pesce spada per cacciare e difendersi. Risali poi verso destra. Subito dopo la spada, senti una parte più larga: è la testa. Qui si trovano la bocca (al disotto della spada) e gli occhi, un po’ più sopra.
Dalla testa, fai scorrere le dita verso destra. Il corpo è lungo, liscio e affusolato, cioè più largo al centro e più stretto verso la coda. Questa forma lo aiuta a nuotare molto veloce.
Il pesce spada è grigio-piombo o brunastro sul dorso, argenteo sui fianchi e biancastro sul ventre.
Sopra il corpo, sul dorso, circa a metà, senti spuntare una punta arcuata: è la pinna dorsale. Aiuta il pesce a stare in equilibrio.
Sotto il corpo, sul ventre, più o meno alla stessa altezza, puoi sentire un’altra pinna: serve per nuotare meglio. Seguendo ne trovi un’altra più piccola.
Continua verso destra fino alla fine del corpo. Qui trovi la coda, divisa in due parti, come una mezzaluna. È molto potente: grazie alla coda il pesce spada può scattare velocissimo nell’acqua.
Vive nei mari caldi e temperati di tutto il mondo. Può diventare lunghissimo: alcuni superano i 4 metri, più di un’auto piccola! e il peso da adulto varia dai 100 ai 500 kg. È uno dei pesci più veloci del mare.
Mangia altri pesci e calamari. Usa la sua spada per colpire le prede e stordirle.
Il pesce spada non ha denti da adulto, e vive dai 10 ai 15 anni. Può scaldare i suoi occhi e il cervello per vedere meglio quando nuota in acque fredde e profonde. È un grande viaggiatore: può attraversare interi oceani.
Purtroppo per lui, le sue carni sono molto apprezzate e perciò viene cacciato in diverse parti del mondo. Ovunque, ma specialmente nel Mediterraneo, la sua pesca è però eccessiva, e organismi mondiali ne dànno come prossima la minaccia di estinzione.
Nello stretto di Messina la sua pesca ha una lunga tradizione; viene effettuata con l’arpione utilizzando particolari imbarcazioni dette feluche, dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l’avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella all’estremo della quale staziona l’arpioniere, che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda al momento del lancio dell’arpione.
Ora ripercorri tutta la figura dall’inizio alla fine e prova a immaginare il pesce spada mentre nuota veloce nel mare aperto.