Quello che hai davanti è il disegno in rilievo di un’ape, ingrandita e vista dall’alto, come se fosse appoggiata su questo foglio. Tieni il foglio in orizzontale, con l’angolo tagliato in alto a destra. La testa è in alto, il corpo scende verso il basso, le ali si aprono a destra e a sinistra
Prenditi il tempo di esplorare con calma, usando entrambe le mani.
Parti dai lati del foglio: troverai subito le ali, larghe e leggere. Sono percorse da tante linee sottili: sono le nervature che rendono le ali forti e flessibili.
L’ape ha in realtà quattro ali, ma quando vola le unisce due a due. Per questo qui ne senti solo due grandi.
Sbattendo le ali molto velocemente, l’ape può volare anche per chilometri. La sua velocità è quella di una bicicletta.
Ora spostati verso il centro. Il corpo dell’ape, come di tutti gli insetti, è diviso in tre parti: la testa (in alto), il torace (al centro), l’addome (in basso).
Segui in alto la linea che fa un anello schiacciato, quasi come uno stadio. Rappresenta la testa. Al suo interno trovi due grandi ovali: sono gli occhi. Sono bravissimi a notare i movimenti e a vedere anche la luce ultravioletta, invisibile per gli esseri umani.
Ci sono anche tre puntini piccoli vicino alla parte alta della testa: sono detti ocelli e aiutano l’ape a capire da dove arriva la luce.
Senti due linee sottili che vanno verso l’alto? Sono le antenne: sono come un naso super potente.
Con le antenne l’ape riconosce gli odori dei fiori, delle altre api e perfino dell’alveare, anche se sono debolissimi.
Scendi un po’ con le dita. Trovi una zona quasi rotonda, circondata da tante piccole lineette: è il torace. Qui sono attaccate le quattro ali e le sei zampe.
Dentro il torace ci sono muscoli fortissimi. Sono loro che fanno muovere le ali; è come il motore dell’ape.
Il corpo è peloso con striature marrone dorato, arancione o nero, colori meno vividi rispetto alle vespe.
L’ape ha sei zampe, tre per lato: seguile una per una. Quelle davanti, vicino alla testa, servono anche per pulire le antenne; quelle centrali aiutano a sistemare il polline; quelle dietro, più grandi, servono per trasportarlo. Infatti, se senti bene, le zampe dietro hanno un ingrossamento, una parte dove il rilievo è pieno: lì, come in due piccoli zainetti gialli, l’ape raccoglie le palline di polline.
Senza le api, molte piante non potrebbero fare frutti. Quando l’ape raccoglie il polline, aiuta i fiori a riprodursi.
Scendendo ancora, arrivi all’addome. È la parte più lunga, come un piccolo barilotto, colorato a strisce orizzontali gialle e nere,. Qui succedono molte cose importanti: l’ape trasporta il cibo, produce la cera per costruire le cellette dell’alveare, conserva il nettare che diventerà miele.
All’estremità dell’addome c’è il pungiglione, che però non è disegnato sulla mappa.
Importante: l’ape punge solo per difendersi. Se punge una persona, poi muore. Per questo non è aggressiva.
L’ape è piccola, poco più di 1 cm e ce ne vogliono 10 per fare un grammo, ma trasporta nettare e polline quasi pari alla metà del suo peso e vive dai 30 ai 60 giorni. Anche se è piccola, è una delle creature più importanti del nostro pianeta: grazie a lei abbiamo frutta, fiori, miele, cera e propoli.
Se puoi, confronta questa immagine con quella della vespa e scopri le differenze, ad esempio per la forma del corpo.
Esplorando questa figura con le mani, stai conoscendo un animale lavoratore, intelligente e indispensabile.
Prenditi ancora un momento per ripercorrere tutta l’ape, dalla testa all’addome, e immaginala mentre vola di fiore in fiore.